La legge fallimentare, disciplinata dal Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267, è stata emanata in un contesto socio ecominco nel quale le dimensioni delle imprese erano contenute, le dinamiche commerciali più locali e l’impresa era concepita come un bene prettamente ed indiscutibilmente dell’imprenditore il quale, in caso di dissesto, era soggetto a particolari e pesanti conseguenze che poteva eventualmente mitigare attraverso la procedura minore di concordato preventivo se ed in quanto meritevole di accedervi.
Il fallimento era concepito principalmente con fini liquidatori cioè rappresentava il modo di liquidare, contro la volontà del soggetto, dell’intero patrimonio del fallito affidata al curatore sotto la direzione del giudice delegato attraverso procedure particolari per arrivare alla soddisfazione, se pur parziale, dei creditori nel rispetto del principio della par condicio creditorum.
Agli inizi degli anni ’80, e quindi dopo mezzo secolo, si è sentita la necessità di riformare la legge fallimentare per renderla più aderente alla realtà socio economica nella quale le imprese, cresciute di numero e di dimensioni, si muovevano in un mercato più ampio e moderno.
Dopo vari tentativi la riforma, anche se limitatamente al concordato preventivo e alla revocatoria fallimentare (mini riforma), vede la luce con il D.L. 16 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla legge 14 maggio 2005, n. 80.
La “riforma organica” della legge fallimentare, che come il D.L. 35/2005, modifica e integra il Regio Decreto 267/1942, è portata dal decreto legislativo 9 gennaio 2006, n. 5, in vigore dal 16 luglio 2006.
La legge fallimentare che, salvo piccole modifiche, ha disciplinato per oltre sessanta anni le procedure concorsuali, non ha comunque trovato la sua definizione con la riforma organica poiché successivamente sono intervenute modifiche di non poco conto portate dal d.lgs. 12 settembre 2007, n. 169 “decreto correttivo”.
Ulteriori modifiche sono state apportate dall’art. 32, comma 5, lettere a) e b) del D.L. 29 novembre 2008, n. 185 converito con modificazioni dalla L. 28 gennaio 2009, n. 2; dall’art. 61 della legge 18 giugno 2009, n. 69; dall’art. 29, comma 2, lettera a), b) e c), del D.L. 51 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
È necessario segnalare che con la nuova legge fallimentare, come attualmente strutturata, tra l’altro:
— prevede che non esista più il fallimento d’ufficio;
— ha confermato l’esclusione dal fallimento del piccolo imprenditore definito in base a parametri numerici (investimenti e ricavi);
— ha introdotto una filosofia nuova secondo la quale l’impresa non è più concepita come un bene strettamente dell’imprenditore ma come un bene della collettività e, come tale, meritevole di essere salvaguardato e tutelato nell’interesse di questa;
— ha ridistribuito, in maniera rilevante, i poteri tra gli organi fallimentari.
In relazione a quest’ultimi si deve rilevare che il giudice delegato non ha più la direzione della procedura ma il medesimo esercita il potere di vigilanza e di controllo formale sull’attività del curatore.
Dopo le modifiche il curatore è sicuramente la figura di maggior rilievo e responsabilità nel fallimento, al quale spetta la gestione del patrimonio anche se sotto il controllo e la vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori al quale è demandate anche il potere autorizzativo.
La riforma ha assegnato al comitato dei creditori un ruolo molto importante affidandogli il potere di controllo e di vigilanza nonché quello di autorizzare una molteplicità di atti tra i quali l’approvazione del piano di liquidazione che in sostanza è il manifesto dell’attività (modalità e termini) che il curatore intende porre in essere nel corso della procedura.
Con la riforma il curatore, da una parte ha assunto una maggiore responsabilità, dall’altra non può più contare nella “protezione” del giudice, deve avere maggiore professionalità per gestire correttamene la procedura e portare a termine la stessa in tempi rapidi anche per non incorrere in responsabilità ai sensi della legge Pinto.
Il professionista chiamato ad assumere la carica di curatore deve avere competenze specifiche e adeguata organizzazione in relazione all’attività da svolgere, in particolare:
— la capacità di valutare aziende, per decidere in merito alla necessità/opportunità di chiedere l’esercizio provvisorio o di procedere all’affitto in quanto strumentali e fondamentali per la conservazione della stessa e quindi una migliore realizzazione che ha notevoli riflessi per i crediti;
— la capacità di valutare i contratti in corso di esecuzione al fine di decidere sulla facoltà di sciogliersi;
— la capacità di valutare le eventuali offerte dei beni singoli che necessitano di essere esitati velocemente;
— le competenze giuridiche necessarie per redigere la relazione ex art. 33 l..f. e predisporre il programma di liquidazione ex art. 104 ter l.f., documenti nei quali, tra l’altro, devono essere indicate: eventuale responsabilità e le relative azioni da intraprendere; gli atti potenzialmente da revocare e quelli ritenuti inefficaci;
— le competenze giuridiche necessarie per valutare l’estensibilità del fallimento ad altri soggetti (soci occulti e/o receduti);
— le competenze giuridiche per individuare esattamente il patrimonio soggetto alla procedura nonché per l’accertamento del passivo dovendo esaminare attentamente le domande di ammissione sollevando le eventuali eccezioni;
— le competenze di natura fiscale per gestire l’enorme mole di adempimenti sia in materia di imposte dirette, imposte indirette, imposta regionale sulle attività produttive, imposta comunale sugli immobili ed in qualità di sostituto d’imposta;
— la capacità di valutare, nell’interesse dei creditori, proposte di concordato fallimentare;
— la competenza per fornire all’autorità giudiziaria, nel caso di fallimento di persona fisica, il parere sulla richiesta avanzata dal medesimo per usufruire dell’istituto dell’esdebitazione regolata dall’art. 142 l.f.
La competenza richiede una specifica specializzazione ed un costante aggiornamento.
È necessario, quindi, che il soggetto sia chiamato a ricoprire la funzione con una certa cadenza per evitare la perdita della professionalità acquisita.
L’organizzazione è importante in relazione alle dimensioni dell’incarico poiché le attività che il curatore deve svolgere, con responsabilità diretta per la particolare natura unipersonale dell’incarico è molto impegnativa ed il medesimo pur efficiente e laborioso che sia non è in grado di assolvere a tutti i gravosi e variegati compiti che gli vengono addossati con la dichiarazione di fallimento e che prima venivano svolti dai diversi soggetti all’interno dell’impresa in bonis.
Parte I
Gli aspetti giuridici e procedurali
1 La sentenza di fallimento e la nomina del curatore
1.1 L’apertura della procedura
1.1.1 La sentenza di fallimento
1.1.2 Gli effetti del fallimento
1.1.3 Le spese anticipate e prenotate a debito
1.1.4 Il contributo unificato
1.2 Il curatore fallimentare
1.2.1 La nomina del curatore
1.2.2 Il curatore prima della riforma
1.2.3 Le nuove figure di curatore
1.2.4 Il nuovo ruolo del curatore nella governance della procedura
1.3 Il reclamo avverso la sentenza di fallimento
1.3.1 Il reclamo avverso la sentenza di fallimento, effetti
2 L’attività nei primi sessanta giorni
2.1 Lo schema delle scadenze dei primi sessanta giorni
2.2 Le attività urgenti
2.2.1 L’accettazione della carica
2.2.2 La rinuncia o la mancata accettazione dell’incarico
2.2.3 La consultazione del fascicolo fallimentare
2.2.4 La ricognizione all’indirizzo della sede dell’attività e apposizione dei sigilli
2.2.5 La convocazione del fallito
2.2.6 L’individuazione delle misure urgenti per la conservazione del patrimonio
2.2.6.1 L’affitto di azienda
2.3 Le altre attività
2.3.1 La nomina di coadiutori e delegati
2.3.2 La vidimazione del giornale del fallimento
2.3.3 La comunicazione del curatore al registro imprese
2.3.4 L’apertura del conto della procedura e deposito delle somme
2.3.5 La correzione di errore materiale
2.3.6 La formazione degli elenchi prodromici all’accertamento del passivo
2.3.7 La redazione dell’ultimo bilancio
2.3.8 La cancellazione del fermo amministrativo
2.3.9 L’accertamento di esecuzioni mobiliari
2.3.10 L’accertamento di esecuzioni immobiliari
2.3.11 L’accertamento delle posizioni creditorie
2.3.11.1 I crediti commerciali
2.3.11.1.1 La compensazione del credito con il concredito
2.3.11.2 I crediti fiscali
2.3.11.3 I crediti verso soggetti falliti
2.3.11.4 I crediti nei confronti dei soci a responsabilità limitata
2.3.12 Il mandato irrevocabile all’incasso del credito
2.3.13 La vendita dei beni deperibili
2.3.14 La cessazione ai fini dei tributi locali
2.4 L’acquisizione dei beni
2.4.1 La rimozione dei sigilli e l’inizio delle operazioni d’inventario
2.4.2 La nomina dello stimatore
2.4.3 La nomina dello stimatore dei beni immobili
2.4.4 La funzione dell’inventario
2.4.5 L’inventario dei beni personali
2.4.6 La copia autentica della sentenza di fallimento
2.4.7 L’acquisizione dei beni mobili registrati e di quelli immobili
2.4.8 La restituzione di beni inventariati
2.4.9 La rinuncia all’acquisizione di alcuni beni
2.4.10 I beni del fondo patrimoniale
2.4.11 I beni in trust
2.4.12 Abolizione della presunzione della proprietà dei beni del coniuge
2.4.13 Il fallimento e i patrimoni destinati
2.5 La comunicazione ai creditori
2.5.1 La comunicazione ex art. 92 l.f.
2.6 L’esercizio provvisorio
2.6.1 I presupposti dell’esercizio provvisorio
2.6.2 I momenti dispositivi e l’organo concedente
2.6.3 Il parere del comitato sulla continuazione dell’esercizio provvisorio
2.6.4 Circostanze sopravvenute e cessazione dell’esercizio provvisorio
2.6.5 I rendiconti periodici e quello finale
2.6.6 I rapporti giuridici in corso alla cessazione dell’esercizio provvisorio
2.6.7 I debiti contratti nel corso dell’esercizio
2.7 I l comitato dei creditori
2.7.1 La nomina del comitato
2.7.2 La modifica della composizione
2.7.3 Le funzioni e la responsabilità del comitato dei creditori
2.7.4 L’azione di responsabilità nei confronti del comitato dei creditori
2.8 La relazione ex art. 33 l.f..
2.8.1 L’esame delle scritture contabili e della documentazione
2.8.2 La relazione prevista dall’art. 33
2.8.3 Il termine di presentazione della relazione
2.8.4 La responsabilità nella stesura della relazione
2.9 I rapporti di lavoro dipendente
2.9.1 La situazione generale
2.9.2 I rapporti di lavoro in corso
2.9.3 La cassa integrazione guadagni straordinaria
2.9.4 La procedura di mobilità
2.9.5 Il licenziamento collettivo
2.9.6 I rapporto di lavoro nell’esercizio provvisorio
2.10 I rapporti giuridici preesistenti
2.10.1 Generalità
2.10.2 I rapporti pendenti
2.10.3 I l preliminare di compravendita d’immobili
2.10.4 L’affitto d’azienda
2.10.5 I l leasing
2.10.6 La tutela dei promittenti acquirenti d’immobili da costruire, evoluzione
3 Il programma di liquidazione e la verifica dello stato passivo
3.2 I l programma di liquidazione
3.2.1 Il contenuto del programma di liquidazione
3.2.2 Il supplemento del programma di liquidazione
3.3 L’accertamento del passivo
3.3.1 La necessità di far accertare il credito
3.3.2 La domanda di ammissione al passivo: termine e contenuto
3.3.3 Il ruolo del curatore nell’accertamento del passivo
3.3.4 Il progetto di stato passivo
3.3.5 Le osservazioni dei creditori al progetto di stato passivo
3.3.6 Il provvedimento del giudice delegato e l’esecutività dello stato passivo
3.3.7 La comunicazione dell’esecutività dello stato passivo
3.3.8 L’organizzazione per la verifica dello stato passivo
3.3.9 La verifica del passivo in caso di società di persone
3.3.10 La responsabilità patrimoniale e le cause legittime di prelazione
3.3.11 L’ammissione al passivo di crediti per spese
3.3.11.1 Le spese per l’istanza di fallimento
3.3.11.2 Le spese per l’ammissione al passivo
3.3.11.3 Le spese per il decreto ingiuntivo, l’atto di precetto ed il pignoramento
3.3.11.4 Le spese per l’iscrizione ipotecaria
3.3.11.5 Le spese legali per cause civili
3.3.11.6 Le spese legali per insinuazione somme revocate
3.3.11.7 Le spese relative al giudizio di opposizione alla sentenza di fallimento
3.3.11.8 Le spese per il ripristino ambientale
3.3.12 L’ammissione al passivo di crediti a vario titolo, gli interessi
3.3.12.1 L a collocazione degli interessi
3.3.12.2 I crediti dei lavoratori subordinati
3.3.12.3 I l credito del professionista
3.3.12.4 I l credito del professionista che ha assistito il fallito in fase di concordato preventivo
3.3.12.5 I l credito dello studio associato e della società professionale
3.3.12.6 I crediti degli agenti
3.3.12.7 I l credito del promittente acquirente di immobile da costruire
3.3.12.8 I l credito per IVA di rivalsa
3.3.12.9 I l credito per contributi sindacali
3.3.12.10 I crediti garantiti da ipoteca non consolidata o non rinnovata
3.3.12.11 I crediti degli artigiani
3.3.12.12 I crediti del locatore dell’immobile
3.3.12.13 I crediti tributari
3.3.12.13.1 I l credito per la tassa dello smaltimento dei rifiuto solidi urbani (TARSU ) e della tariffa d’igiene ambientale (TIA)
3.3.12.13.2 I l credito per l’imposta comunale sugli immobili
3.3.12.14 I l credito del concessionario della riscossione per aggi e spese
3.4 L ’impugnazione del decreto di esecutività dello stato passivo
3.5 L o scioglimento della riserva
3.6 L a correzione degli errori materiali dello stato passivo
3.7 L ’ammissione del credito opposto in sede di causa
3.8 L e domande di ammissione tardive
3.9 L a verifica delle domande tardive
4 La liquidazione dell’attivo
4.1 L a liquidazione dell’attivo
4.2 L e norme sulla sicurezza
4.3 L a permanenza delle autorizzazioni
4.4 I poteri del giudice delegato
4.5 L a cessione dell’azienda
4.5.1 I l prezzo di cessione
4.5.2 L a responsabilità tributaria nella cessione dell’azienda
4.5.3 L a prelazione dell’affittuario
4.6 L a vendita di beni immobili
4.6.1 L a purgazione delle trascrizioni pregiudizievoli
4.7 L a vendita di armi
4.8 L a cessione dei crediti e delle azioni revocatorie
4.9 L a cessione delle quote di srl
5 La ricostituzione dell’attivo
5.1 L a individuazione degli atti inefficaci
5.2 I l fondo patrimoniale
5.3 L a restituzione dei finanziamenti soci
5.3.1 D eroga alla postetgazione dei finanziamenti soci
5.4 L a rinuncia all’eredità
5.5 L ’azione revocatoria, generalità
5.5.1 L a revocatoria ordinaria
5.5.2 L a revocatoria fallimentare
5.5.3 L a misura della sproporzione per la revocabilità dell’atto
5.5.4 L ’azione revocatoria per pagamenti con mezzi anomali
5.5.5 L a revocatoria dell’atto di cessione dei crediti fiscali
5.5.6 L ’azione revocatoria per costituzione di pegni e ipoteche volontarie per debiti non scaduti
5.5.7 L ’azione revocatoria per costituzione di pegni e ipoteche volontarie o giudiziali per debiti scaduti
5.5.8 L ’azione revocatoria di debiti liquidi ed esigibili e costituzione di garanzie contestuali
5.5.9 L a necessità di rimuovere gli effetti degli atti revocabili
5.5.10 L a revoca delle misure cautelari
5.6 Gli atti non revocabili
5.6.1 Gli atti di cui alla lettera a)
5.6.2 Gli atti di cui alla lettera b)
5.6.3 Gli atti di cui alla lettera c)
5.6.4 Gli atti di cui alla lettera d)
5.6.5 Gli atti di cui alla lettera e)
5.6.6 Gli atti di cui alla lettera f)
5.6.7 Gli atti di cui alla lettera g)
5.7 L a revocatoria delle rimesse in conto corrente bancario
6 Le azioni recuperatorie
6.1 L e azioni recuperatorie, generalità
6.2 L ’azione di responsabilità ex art. 146 l.f.
6.2.1 I l nesso di casualità nell’azione di responsabilità ex art. 146 l.f.
6.2.2 L a prescrizione dell’azione di responsabilità ex art. 146 l.f.
6.2.3 L ’autorizzazione a promuovere l’azione di responsabilità ex art. 146 l.f.
6.2.4 L a rinuncia all’azione di responsabilità
6.3 I tassi usurari
7 Le altre attività di gestione della procedura
7.1 L ’estensione di fallimento ai soci illimitatamente responsabili
7.2 L a legittimazione a chiedere l’estensione del fallimento
7.3 L a richiesta di fallimento di un società di fatto
7.4 L ’investimento delle liquidità momentanee
7.5 I l sussidio a favore del fallito
7.6 L a tassa di proprietà degli automezzi
7.7 L e multe dopo il trasferimento dell’automezzo
7.8 I rifiuti e i siti inquinati
7.9 I contributi ai consorzi di bonifica
7.10 I rapporti riepilogativi periodici
7.11 I l sopravvenuto fallimento del debitore
7.12 I riparti parziali
7.12.1 L ’esecutività del progetto di ripartizione e pagamento
7.13 Gli acconti sul compenso
7.14 L a sostituzione del curatore
7.14.1 L ’obbligo di rendiconto in caso di cessazione dalla carica
7.14.2 I l passaggio di consegne
7.15 L ’azione di responsabilità nei confronti del curatore revocato
7.16 L a revoca del fallimento
7.16.1 I l compenso al curatore in caso di revoca del fallimento
7.16.2 Gli adempimenti del curatore dopo la revoca del fallimento
8 Gli adempimenti ed i comportamenti nella fase di chiusura della procedura
8.1 I l rendiconto della gestione del curatore
8.2 L ’approvazione del rendiconto
8.3 I l compenso al curatore
8.4 I casi di chiusura del fallimento
8.4.1 L a chiusura nelle ipotesi diverse dalla ripartizione
8.4.2 L a chiusura della procedura in pendenza di domande tardive o opposizione allo stato passivo
8.5 I crediti fiscali finali
8.6 I controlli prodromici alla presentazione del piano di riparto finale
8.7 I l riparto finale
8.7.1 Gli adempimenti successivi all’approvazione del progetto di riparto finale
8.7.2 L ’istanza di chiusura
8.7.3 L a notifica del decreto di chiusura
8.7.4 L a consegna al fallito delle cose in possesso del curatore
8.7.5 L a cancellazione della società dopo la chiusura
9 Il concordato fallimentare
9.1 L a proposta di concordato: modalità e termini
9.2 I l parere del curatore
9.3 L a comunicazione ai creditori
9.4 L ’approvazione del concordato
9.5 L a relazione sull’esito del voto
9.6 I l decreto di omologazione e il curatore
9.7 I l rendiconto
9.8 L a liquidazione del compenso
10 La esdebitazione
10.1 L ’obbligazione residuale del fallito
10.2 L a esdebitazione
11 La responsabilità del curatore per danno erariale
11.1 I l risarcimento in caso di eccessiva durata del processo
11.2 L a responsabilità del curatore per il danno erariale causato dall’eccessiva durata del processo
Parte II
Gli aspetti fiscali
1 Le imposte dirette
1.1 Gli effetti del fallimento
1.2 L a fase di apertura
1.2.1 I l bilancio alla data del fallimento
1.2.2 I l periodo d’imposta pre-fallimentare
1.2.3 L a dichiarazione per il periodo pre-fallimentare
1.2.3.1 L a dichiarazione in caso di fallimento dell’imprenditore individuale
1.2.3.2 L a dichiarazione in caso di fallimento di una società di persone
1.2.3.3 L a dichiarazione in caso di fallimento di società di capitali trasparente
1.2.3.4 L a dichiarazione in caso di fallimento di una società di capitali
1.2.4 I l termine di presentazione della dichiarazione
1.2.5 I l modello da utilizzare
1.2.6 L e modalità di presentazione delle dichiarazioni
1.2.7 L e società di comodo
1.2.8 L a liquidazione e il versamento delle imposte
1.2.9 I l versamento degli acconti
1.2.10 L a richiesta di rimborso del credito
1.2.11 L a dichiarazione del periodo precedente a quello pre-fallimentare
1.3 Gli adempimenti e le problematiche durante la procedura
1.3.1 L ’esonero dalle dichiarazioni annuali
1.3.2 L a richiesta dell’ufficio a mente dell’art. 32 d.P.R. 600/73
1.4 Gli adempimenti in sede di chiusura
1.4.1 I l maxi-periodo fallimentare
1.4.2 I l residuo attivo
1.4.3 L a determinazione del residuo attivo
1.4.4 I l patrimonio netto iniziale
1.4.5 L a quantificazione del risultato
1.4.6 L a dichiarazione finale, modalità e termini
1.4.7 L a liquidazione della dichiarazione
1.5 L e perdite subite da terzi a seguito di fallimento
2 L’irap (imposta regionale sulle attività produttive)
2.1 I l presupposto dell’imposta
2.2 L a dichiarazione per il periodo pre-fallimentare
2.3 L a dichiarazione in caso di esercizio provvisorio
3 Il curatore fallimentare e le ritenute fiscali
3.1 I l curatore è sostituto d’imposta
3.2 L ’obbligo di effettuare la ritenuta
3.3 I l versamento delle ritenute operate e la certificazione
3.4 L a dichiarazione del sostituto d’imposta
3.5 L ’obbligo di dichiarazione del soggetto fallito
4 L’imposta sul valore aggiunto
4.1 L ’apertura della procedura
4.2 L e dichiarazioni ai sensi dell’art. 35, d.P.R. 633/1972
4.3 Gli obblighi del curatore per le operazioni effettuate prima del fallimento
4.4 L a fatturazione e l’annotazione dei corrispettivi
4.5 L a registrazione delle fatture ricevute
4.6 I registri iva
4.7 L a dichiarazione dell’anno precedente
4.8 L a richiesta di rimborso dell’eccedenza annuale
4.9 L a richiesta di rimborso trimestrale
4.10 L a dichiarazione per il periodo 1° gennaio – data del fallimento
4.11 L a dichiarazione relativa all’anno in cui è stato dichiarato il fallimento
4.12 Gli obblighi nel corso della procedura
4.13 L a cessione dei beni
4,14 L ’obbligo di registrazione e liquidazione del credito/debito periodico
4.15 L ’acconto annuale
4.16 L a comunicazione dati annuali
4.17 L a comunicazione di operazioni rilevanti
4,18 L a dichiarazione annuale
4.19 L e note di variazione
5 L’imposta comunale sugli immobili
5.1 L e caratteristiche generali del tributo, cenni
5.2 L a determinazione dell’imposta nel periodo fallimentare
5.3 Gli adempimenti iniziali del curatore
5.4 I l periodo fallimentare per il quale è dovuta l’imposta
5.5 I l termine per la dichiarazione ed il versamento dell’imposta dovuta dal fallimento
5.6 L a restituzione dell’immobile al fallito
5.7 L ’immobile acquisito a seguito di azione giudiziaria
5.8 L ’imposta per i periodi precedenti al fallimento
6 L’imposta di scopo
6.1 L ’introduzione della nuova imposta
6.2 L a podestà impositiva e la quantificazione del tributo
6.3 L e opere finanziabili
6.4 I l rimborso per mancata realizzazione dell’opera
7 Il processo tributario nel fallimento
7.1 L ’obbligatorietà dell’assistenza del soggetto abilitato
7.2 I l curatore nel processo tributario
7.3 L a valutazione del curatore
7.4 L a legittimazione processuale del fallito
8 Il sistema sanzionatorio
8.1 L a personalizzazione delle sanzioni amministrative tributarie
8.2 I l destinatario delle sanzioni amministrative tributarie
8.3 L e cause di non punibilità
8.4 I l giudice tributario può decidere la non punibilità
8.5 L e sanzioni meramente formali
8.6 I l ravvedimento operoso
8.7 I l principio di legalità e del favor rei
8.8 L a sanzione a carico dei soggetti abilitati alla trasmissione telematica
8.9 L e violazioni e le relative sanzioni
9 L’imposta locale sui redditi
9.1 L a tassazione ILOR degli immobili in sede fallimentare
9.2 L a dichiarazione ed il versamento dell’imposta
Formulario
Graduatoria dei privilegi fallimentari
Appendice normativa
Bibliografia
Parte I
Gli aspetti giuridici e procedurali
1 La sentenza di fallimento e la nomina del curatore
1.1 L’apertura della procedura
1.1.1 La sentenza di fallimento
1.1.2 Gli effetti del fallimento
1.1.3 Le spese anticipate e prenotate a debito
1.1.4 Il contributo unificato
1.2 Il curatore fallimentare
1.2.1 La nomina del curatore
1.2.2 Il curatore prima della riforma
1.2.3 Le nuove figure di curatore
1.2.4 Il nuovo ruolo del curatore nella governance della procedura
1.3 Il reclamo avverso la sentenza di fallimento
1.3.1 Il reclamo avverso la sentenza di fallimento, effetti
2 L’attività nei primi sessanta giorni
2.1 Lo schema delle scadenze dei primi sessanta giorni
2.2 Le attività urgenti
2.2.1 L’accettazione della carica
2.2.2 La rinuncia o la mancata accettazione dell’incarico
2.2.3 La consultazione del fascicolo fallimentare
2.2.4 La ricognizione all’indirizzo della sede dell’attività e apposizione dei sigilli
2.2.5 La convocazione del fallito
2.2.6 L’individuazione delle misure urgenti per la conservazione del patrimonio
2.2.6.1 L’affitto di azienda
2.3 Le altre attività
2.3.1 La nomina di coadiutori e delegati
2.3.2 La vidimazione del giornale del fallimento
2.3.3 La comunicazione del curatore al registro imprese
2.3.4 L’apertura del conto della procedura e deposito delle somme
2.3.5 La correzione di errore materiale
2.3.6 La formazione degli elenchi prodromici all’accertamento del passivo
2.3.7 La redazione dell’ultimo bilancio
2.3.8 La cancellazione del fermo amministrativo
2.3.9 L’accertamento di esecuzioni mobiliari
2.3.10 L’accertamento di esecuzioni immobiliari
2.3.11 L’accertamento delle posizioni creditorie
2.3.11.1 I crediti commerciali
2.3.11.1.1 La compensazione del credito con il concredito
2.3.11.2 I crediti fiscali
2.3.11.3 I crediti verso soggetti falliti
2.3.11.4 I crediti nei confronti dei soci a responsabilità limitata
2.3.12 Il mandato irrevocabile all’incasso del credito
2.3.13 La vendita dei beni deperibili
2.3.14 La cessazione ai fini dei tributi locali
2.4 L’acquisizione dei beni
2.4.1 La rimozione dei sigilli e l’inizio delle operazioni d’inventario
2.4.2 La nomina dello stimatore
2.4.3 La nomina dello stimatore dei beni immobili
2.4.4 La funzione dell’inventario
2.4.5 L’inventario dei beni personali
2.4.6 La copia autentica della sentenza di fallimento
2.4.7 L’acquisizione dei beni mobili registrati e di quelli immobili
2.4.8 La restituzione di beni inventariati
2.4.9 La rinuncia all’acquisizione di alcuni beni
2.4.10 I beni del fondo patrimoniale
2.4.11 I beni in trust
2.4.12 Abolizione della presunzione della proprietà dei beni del coniuge
2.4.13 Il fallimento e i patrimoni destinati
2.5 La comunicazione ai creditori
2.5.1 La comunicazione ex art. 92 l.f.
2.6 L’esercizio provvisorio
2.6.1 I presupposti dell’esercizio provvisorio
2.6.2 I momenti dispositivi e l’organo concedente
2.6.3 Il parere del comitato sulla continuazione dell’esercizio provvisorio
2.6.4 Circostanze sopravvenute e cessazione dell’esercizio provvisorio
2.6.5 I rendiconti periodici e quello finale
2.6.6 I rapporti giuridici in corso alla cessazione dell’esercizio provvisorio
2.6.7 I debiti contratti nel corso dell’esercizio
2.7 I l comitato dei creditori
2.7.1 La nomina del comitato
2.7.2 La modifica della composizione
2.7.3 Le funzioni e la responsabilità del comitato dei creditori
2.7.4 L’azione di responsabilità nei confronti del comitato dei creditori
2.8 La relazione ex art. 33 l.f..
2.8.1 L’esame delle scritture contabili e della documentazione
2.8.2 La relazione prevista dall’art. 33
2.8.3 Il termine di presentazione della relazione
2.8.4 La responsabilità nella stesura della relazione
2.9 I rapporti di lavoro dipendente
2.9.1 La situazione generale
2.9.2 I rapporti di lavoro in corso
2.9.3 La cassa integrazione guadagni straordinaria
2.9.4 La procedura di mobilità
2.9.5 Il licenziamento collettivo
2.9.6 I rapporto di lavoro nell’esercizio provvisorio
2.10 I rapporti giuridici preesistenti
2.10.1 Generalità
2.10.2 I rapporti pendenti
2.10.3 I l preliminare di compravendita d’immobili
2.10.4 L’affitto d’azienda
2.10.5 I l leasing
2.10.6 La tutela dei promittenti acquirenti d’immobili da costruire, evoluzione
3 Il programma di liquidazione e la verifica dello stato passivo
3.2 I l programma di liquidazione
3.2.1 Il contenuto del programma di liquidazione
3.2.2 Il supplemento del programma di liquidazione
3.3 L’accertamento del passivo
3.3.1 La necessità di far accertare il credito
3.3.2 La domanda di ammissione al passivo: termine e contenuto
3.3.3 Il ruolo del curatore nell’accertamento del passivo
3.3.4 Il progetto di stato passivo
3.3.5 Le osservazioni dei creditori al progetto di stato passivo
3.3.6 Il provvedimento del giudice delegato e l’esecutività dello stato passivo
3.3.7 La comunicazione dell’esecutività dello stato passivo
3.3.8 L’organizzazione per la verifica dello stato passivo
3.3.9 La verifica del passivo in caso di società di persone
3.3.10 La responsabilità patrimoniale e le cause legittime di prelazione
3.3.11 L’ammissione al passivo di crediti per spese
3.3.11.1 Le spese per l’istanza di fallimento
3.3.11.2 Le spese per l’ammissione al passivo
3.3.11.3 Le spese per il decreto ingiuntivo, l’atto di precetto ed il pignoramento
3.3.11.4 Le spese per l’iscrizione ipotecaria
3.3.11.5 Le spese legali per cause civili
3.3.11.6 Le spese legali per insinuazione somme revocate
3.3.11.7 Le spese relative al giudizio di opposizione alla sentenza di fallimento
3.3.11.8 Le spese per il ripristino ambientale
3.3.12 L’ammissione al passivo di crediti a vario titolo, gli interessi
3.3.12.1 L a collocazione degli interessi
3.3.12.2 I crediti dei lavoratori subordinati
3.3.12.3 I l credito del professionista
3.3.12.4 I l credito del professionista che ha assistito il fallito in fase di concordato preventivo
3.3.12.5 I l credito dello studio associato e della società professionale
3.3.12.6 I crediti degli agenti
3.3.12.7 I l credito del promittente acquirente di immobile da costruire
3.3.12.8 I l credito per IVA di rivalsa
3.3.12.9 I l credito per contributi sindacali
3.3.12.10 I crediti garantiti da ipoteca non consolidata o non rinnovata
3.3.12.11 I crediti degli artigiani
3.3.12.12 I crediti del locatore dell’immobile
3.3.12.13 I crediti tributari
3.3.12.13.1 I l credito per la tassa dello smaltimento dei rifiuto solidi urbani (TARSU ) e della tariffa d’igiene ambientale (TIA)
3.3.12.13.2 I l credito per l’imposta comunale sugli immobili
3.3.12.14 I l credito del concessionario della riscossione per aggi e spese
3.4 L ’impugnazione del decreto di esecutività dello stato passivo
3.5 L o scioglimento della riserva
3.6 L a correzione degli errori materiali dello stato passivo
3.7 L ’ammissione del credito opposto in sede di causa
3.8 L e domande di ammissione tardive
3.9 L a verifica delle domande tardive
4 La liquidazione dell’attivo
4.1 L a liquidazione dell’attivo
4.2 L e norme sulla sicurezza
4.3 L a permanenza delle autorizzazioni
4.4 I poteri del giudice delegato
4.5 L a cessione dell’azienda
4.5.1 I l prezzo di cessione
4.5.2 L a responsabilità tributaria nella cessione dell’azienda
4.5.3 L a prelazione dell’affittuario
4.6 L a vendita di beni immobili
4.6.1 L a purgazione delle trascrizioni pregiudizievoli
4.7 L a vendita di armi
4.8 L a cessione dei crediti e delle azioni revocatorie
4.9 L a cessione delle quote di srl
5 La ricostituzione dell’attivo
5.1 L a individuazione degli atti inefficaci
5.2 I l fondo patrimoniale
5.3 L a restituzione dei finanziamenti soci
5.3.1 D eroga alla postetgazione dei finanziamenti soci
5.4 L a rinuncia all’eredità
5.5 L ’azione revocatoria, generalità
5.5.1 L a revocatoria ordinaria
5.5.2 L a revocatoria fallimentare
5.5.3 L a misura della sproporzione per la revocabilità dell’atto
5.5.4 L ’azione revocatoria per pagamenti con mezzi anomali
5.5.5 L a revocatoria dell’atto di cessione dei crediti fiscali
5.5.6 L ’azione revocatoria per costituzione di pegni e ipoteche volontarie per debiti non scaduti
5.5.7 L ’azione revocatoria per costituzione di pegni e ipoteche volontarie o giudiziali per debiti scaduti
5.5.8 L ’azione revocatoria di debiti liquidi ed esigibili e costituzione di garanzie contestuali
5.5.9 L a necessità di rimuovere gli effetti degli atti revocabili
5.5.10 L a revoca delle misure cautelari
5.6 Gli atti non revocabili
5.6.1 Gli atti di cui alla lettera a)
5.6.2 Gli atti di cui alla lettera b)
5.6.3 Gli atti di cui alla lettera c)
5.6.4 Gli atti di cui alla lettera d)
5.6.5 Gli atti di cui alla lettera e)
5.6.6 Gli atti di cui alla lettera f)
5.6.7 Gli atti di cui alla lettera g)
5.7 L a revocatoria delle rimesse in conto corrente bancario
6 Le azioni recuperatorie
6.1 L e azioni recuperatorie, generalità
6.2 L ’azione di responsabilità ex art. 146 l.f.
6.2.1 I l nesso di casualità nell’azione di responsabilità ex art. 146 l.f.
6.2.2 L a prescrizione dell’azione di responsabilità ex art. 146 l.f.
6.2.3 L ’autorizzazione a promuovere l’azione di responsabilità ex art. 146 l.f.
6.2.4 L a rinuncia all’azione di responsabilità
6.3 I tassi usurari
7 Le altre attività di gestione della procedura
7.1 L ’estensione di fallimento ai soci illimitatamente responsabili
7.2 L a legittimazione a chiedere l’estensione del fallimento
7.3 L a richiesta di fallimento di un società di fatto
7.4 L ’investimento delle liquidità momentanee
7.5 I l sussidio a favore del fallito
7.6 L a tassa di proprietà degli automezzi
7.7 L e multe dopo il trasferimento dell’automezzo
7.8 I rifiuti e i siti inquinati
7.9 I contributi ai consorzi di bonifica
7.10 I rapporti riepilogativi periodici
7.11 I l sopravvenuto fallimento del debitore
7.12 I riparti parziali
7.12.1 L ’esecutività del progetto di ripartizione e pagamento
7.13 Gli acconti sul compenso
7.14 L a sostituzione del curatore
7.14.1 L ’obbligo di rendiconto in caso di cessazione dalla carica
7.14.2 I l passaggio di consegne
7.15 L ’azione di responsabilità nei confronti del curatore revocato
7.16 L a revoca del fallimento
7.16.1 I l compenso al curatore in caso di revoca del fallimento
7.16.2 Gli adempimenti del curatore dopo la revoca del fallimento
8 Gli adempimenti ed i comportamenti nella fase di chiusura della procedura
8.1 I l rendiconto della gestione del curatore
8.2 L ’approvazione del rendiconto
8.3 I l compenso al curatore
8.4 I casi di chiusura del fallimento
8.4.1 L a chiusura nelle ipotesi diverse dalla ripartizione
8.4.2 L a chiusura della procedura in pendenza di domande tardive o opposizione allo stato passivo
8.5 I crediti fiscali finali
8.6 I controlli prodromici alla presentazione del piano di riparto finale
8.7 I l riparto finale
8.7.1 Gli adempimenti successivi all’approvazione del progetto di riparto finale
8.7.2 L ’istanza di chiusura
8.7.3 L a notifica del decreto di chiusura
8.7.4 L a consegna al fallito delle cose in possesso del curatore
8.7.5 L a cancellazione della società dopo la chiusura
9 Il concordato fallimentare
9.1 L a proposta di concordato: modalità e termini
9.2 I l parere del curatore
9.3 L a comunicazione ai creditori
9.4 L ’approvazione del concordato
9.5 L a relazione sull’esito del voto
9.6 I l decreto di omologazione e il curatore
9.7 I l rendiconto
9.8 L a liquidazione del compenso
10 La esdebitazione
10.1 L ’obbligazione residuale del fallito
10.2 L a esdebitazione
11 La responsabilità del curatore per danno erariale
11.1 I l risarcimento in caso di eccessiva durata del processo
11.2 L a responsabilità del curatore per il danno erariale causato dall’eccessiva durata del processo
Parte II
Gli aspetti fiscali
1 Le imposte dirette
1.1 Gli effetti del fallimento
1.2 L a fase di apertura
1.2.1 I l bilancio alla data del fallimento
1.2.2 I l periodo d’imposta pre-fallimentare
1.2.3 L a dichiarazione per il periodo pre-fallimentare
1.2.3.1 L a dichiarazione in caso di fallimento dell’imprenditore individuale
1.2.3.2 L a dichiarazione in caso di fallimento di una società di persone
1.2.3.3 L a dichiarazione in caso di fallimento di società di capitali trasparente
1.2.3.4 L a dichiarazione in caso di fallimento di una società di capitali
1.2.4 I l termine di presentazione della dichiarazione
1.2.5 I l modello da utilizzare
1.2.6 L e modalità di presentazione delle dichiarazioni
1.2.7 L e società di comodo
1.2.8 L a liquidazione e il versamento delle imposte
1.2.9 I l versamento degli acconti
1.2.10 L a richiesta di rimborso del credito
1.2.11 L a dichiarazione del periodo precedente a quello pre-fallimentare
1.3 Gli adempimenti e le problematiche durante la procedura
1.3.1 L ’esonero dalle dichiarazioni annuali
1.3.2 L a richiesta dell’ufficio a mente dell’art. 32 d.P.R. 600/73
1.4 Gli adempimenti in sede di chiusura
1.4.1 I l maxi-periodo fallimentare
1.4.2 I l residuo attivo
1.4.3 L a determinazione del residuo attivo
1.4.4 I l patrimonio netto iniziale
1.4.5 L a quantificazione del risultato
1.4.6 L a dichiarazione finale, modalità e termini
1.4.7 L a liquidazione della dichiarazione
1.5 L e perdite subite da terzi a seguito di fallimento
2 L’irap (imposta regionale sulle attività produttive)
2.1 I l presupposto dell’imposta
2.2 L a dichiarazione per il periodo pre-fallimentare
2.3 L a dichiarazione in caso di esercizio provvisorio
3 Il curatore fallimentare e le ritenute fiscali
3.1 I l curatore è sostituto d’imposta
3.2 L ’obbligo di effettuare la ritenuta
3.3 I l versamento delle ritenute operate e la certificazione
3.4 L a dichiarazione del sostituto d’imposta
3.5 L ’obbligo di dichiarazione del soggetto fallito
4 L’imposta sul valore aggiunto
4.1 L ’apertura della procedura
4.2 L e dichiarazioni ai sensi dell’art. 35, d.P.R. 633/1972
4.3 Gli obblighi del curatore per le operazioni effettuate prima del fallimento
4.4 L a fatturazione e l’annotazione dei corrispettivi
4.5 L a registrazione delle fatture ricevute
4.6 I registri iva
4.7 L a dichiarazione dell’anno precedente
4.8 L a richiesta di rimborso dell’eccedenza annuale
4.9 L a richiesta di rimborso trimestrale
4.10 L a dichiarazione per il periodo 1° gennaio – data del fallimento
4.11 L a dichiarazione relativa all’anno in cui è stato dichiarato il fallimento
4.12 Gli obblighi nel corso della procedura
4.13 L a cessione dei beni
4,14 L ’obbligo di registrazione e liquidazione del credito/debito periodico
4.15 L ’acconto annuale
4.16 L a comunicazione dati annuali
4.17 L a comunicazione di operazioni rilevanti
4,18 L a dichiarazione annuale
4.19 L e note di variazione
5 L’imposta comunale sugli immobili
5.1 L e caratteristiche generali del tributo, cenni
5.2 L a determinazione dell’imposta nel periodo fallimentare
5.3 Gli adempimenti iniziali del curatore
5.4 I l periodo fallimentare per il quale è dovuta l’imposta
5.5 I l termine per la dichiarazione ed il versamento dell’imposta dovuta dal fallimento
5.6 L a restituzione dell’immobile al fallito
5.7 L ’immobile acquisito a seguito di azione giudiziaria
5.8 L ’imposta per i periodi precedenti al fallimento
6 L’imposta di scopo
6.1 L ’introduzione della nuova imposta
6.2 L a podestà impositiva e la quantificazione del tributo
6.3 L e opere finanziabili
6.4 I l rimborso per mancata realizzazione dell’opera
7 Il processo tributario nel fallimento
7.1 L ’obbligatorietà dell’assistenza del soggetto abilitato
7.2 I l curatore nel processo tributario
7.3 L a valutazione del curatore
7.4 L a legittimazione processuale del fallito
8 Il sistema sanzionatorio
8.1 L a personalizzazione delle sanzioni amministrative tributarie
8.2 I l destinatario delle sanzioni amministrative tributarie
8.3 L e cause di non punibilità
8.4 I l giudice tributario può decidere la non punibilità
8.5 L e sanzioni meramente formali
8.6 I l ravvedimento operoso
8.7 I l principio di legalità e del favor rei
8.8 L a sanzione a carico dei soggetti abilitati alla trasmissione telematica
8.9 L e violazioni e le relative sanzioni
9 L’imposta locale sui redditi
9.1 L a tassazione ILOR degli immobili in sede fallimentare
9.2 L a dichiarazione ed il versamento dell’imposta
Formulario
Graduatoria dei privilegi fallimentari
Appendice normativa
Bibliografia
• Formulario • Normativa • Software per il calcolo del compenso